Allattamento

Come conservare il latte materno? 5 consigli utili

Come conservare il latte materno?

Nel post precedente abbiamo parlato del tiralatte, ossia quell’attrezzo utile per tirarsi il latte materno in modo semplice e veloce, per poi somministrarlo direttamente al vostro piccolino attraverso il biberon. Dopo aver usato la pompetta, però, la domanda sorge spontanea: “E adesso dove lo metto se non lo uso subito?”

Ecco a voi 5 consigli utili per risolvere il problema senza complicarci troppo la vita.

1. Se non lo usate subito, mettetelo in frigo

Mettete che vi siete tirate il latte ma il pupo è sazio senza averlo terminato tutto. Non vi preoccupate: vi basterà metterlo in un contenitore tipo vasetto o un biberon e riporlo in frigorifero. Ovviamente, non appena il piccolo avrà di nuovo fame, vi conviene scaldarlo all’interno del suo recipiente a bagnomaria (altrimenti perde le sue proprietà nutrizionali), sennò rischiate che al bebè venga un male al pancino da tenervi sveglie tutta la notte.

Se avete il dubbio che il pargolo avrà fame a breve, tenetelo pure fuori dal frigorifero, basta che non passi troppo tempo. Per intenderci, il colostro (ossia il latte dei primi giorni di vita) riesce a mantenersi fino a 12 ore a temperatura ambiente (ossia dai 27 ai 32 gradi circa, se è più alta considerate che il tempo di conservazione si ridurrà drasticamente).

Se, invece, i primi giorni di vita del bimbo sono già passati, il vostro latte si può definire come “maturo” e queste sono le modalità di conservazione:

  • sotto i 15 °C per 24 ore
  • da 15 a 25°C per 10 ore
  • da 25 a 37°C per 4 ore

Nel caso in cui doveste superare queste tempistiche, mettete il tutto in frigo ad una temperatura compresa tra gli 0 e i 4 gradi. In questo modo il liquido sarà ancora eccellente dai 5 agli 8 giorni successivi.

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2. Conservare il latte materno in freezer o in congelatore?

Mettete che è passata una settimana, ma il latte che vi siete tirate è ancora lì per una serie svariata di motivi. Tipo che nel frattempo avete ripreso ad allattare al seno o avete integrato con il latte artificiale. O semplicemente vi siete tirate nuovamente del latte che, però, gli avete dato al pargolo da mangiare subito.

Qualunque sia il motivo, non dovete temere: per conservare il latte materno più a lungo vi basterà trasferire il contenitore a più basse temperature. E qui sorge il dilemma: meglio freezer o congelatore? A dire il vero entrambi vanno bene, la differenza sta solo nelle vostre esigenze. In freezer, infatti, il liquido si mantiene per un paio di settimane, mentre in congelatore per sei mesi.

3. Vasetti o sacchetti per il congelamento?

Per conservare il latte materno nel modo corretto e fare in modo che duri più a lungo è indispensabile scegliere il contenitore giusto. In commercio è possibile trovare sia vasetti (in plastica o in vetro) che sacchetti monouso con chiusura ermetica, ma la scelta tra queste alternative varia molto in base alle vostre esigenze.

Vi consiglio di tenere il latte nei contenitori compatibili con il vostro tiralatte, soprattutto se lo usate il giorno stesso: in questo modo sarà più pratico riporli nel frigo e tirarli fuori. Al momento del bisogno, infatti, vi basta mettere il contenitore nello scaldabiberon o nel pentolino per il bagnomaria.

Se, invece, dovete riporre il latte materno in congelatore, vi consiglio di usare i sacchetti ermetici monouso. Li trovate in confezioni magnum su internet ad un prezzo abbastanza contenuto (io ho speso circa 20 euro per una confezione da 120 pezzi) ed occupano molto meno spazio (opzione mica male, soprattutto se volete tenerli lì per qualche settimana).

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4. Datare ogni recipiente

Conservare il latte materno nel modo giusto vuol dire anche riporlo nel congelatore in modo pratico. E questo vuol dire, ad esempio, scrivere nella confezione la data in cui avete messo il tutto sotto zero: in questo modo non farete confusione con le dosi. Al momento del bisogno, è meglio usare quelli più vecchi rispetto ai recenti.

Se prima di tirarvi il latte, inoltre, avete mangiato o bevuto qualcosa di particolare che potrebbe influire sul bambino (ad esempio bere camomilla per farlo addormentare prima), vi consiglio di segnarlo con un simbolo che vi ricordate facilmente. Così se ne aveste particolari necessità, sapete identificare subito il latte che vi serve.

5. Latte materno congelato: come scongelarlo?

Nel momento in cui il latte materno congelato deve essere usato, dovete usare delle accortezze per evitare che le vostre fatiche diventino vane nell’arco di pochi istanti. Per scongelarlo nel modo corretto vi consiglio di trasferire il contenitore in frigorifero finché non si sarà pronto per essere scaldato a bagnomaria.

E se ne avete bisogno subito e non avete tempo per stare dietro a queste tempistiche (nella maggior parte delle volte sarà così, parola di legge di Murphy), potete sciogliere il latte congelato mettendo il sacchetto sotto un getto di acqua tiepida. Poi, ovviamente, trasferite il tutto nel biberon e scaldate a bagnomaria.

Una volta scongelato, il latte materno può durare fino a 24 ore se posizionato in frigorifero. Sconsigliato il ricongelamento a meno che non lo abbiate mai usato né scaldato e siano passate meno di 8 ore da quando lo avete tolto dal congelatore.

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