La mia gravidanza

Come scegliere l’ospedale dove partorire? 10 consigli utili

Come scegliere l’ospedale dove partorire?

La domanda potrebbe essere molto semplice ma, in realtà, potrebbe rivelarsi essere molto più complessa di quello che si crede. Affidereste uno dei momenti più importanti della vostra vita ad una scelta fatta in modo un po’ distratto in una manciata di minuti?

A differenza di qualche decennio fa, sono molteplici le possibilità ai giorni nostri. Vi consiglio, quindi, di prendervi un po’ di tempo e, insieme al futuro papà, decidere insieme quale sia il tipo di struttura che faccia al caso vostro: quali sono i servizi ai quali non potreste rinunciare? Ma, soprattutto, dove vi sentite più al sicuro?

Come abbiamo già ampiamente parlato nei giorni scorsi, vi ricordo che il parto è una scelta personale che deve essere intrapresa prendendo in considerazione le volontà e le sensazioni dei futuri genitori. E’ un momento che rappresenta la nascita di una nuova vita e di una nuova famiglia: siete solo voi ad essere importanti per l’occasione. Il resto del mondo sono semplici spettatori. Non dimenticatelo.

Ma quali sono gli aspetti da valutare prima di scegliere a quale struttura clinica affidarsi? Ecco a voi 10 consigli utili che vi aiuteranno sicuramente a chiarirvi le idee in base alla tipologia di esperienza come futura mamma che volete vivere.

1. Vicinanza a casa

La vicinanza a casa è probabilmente uno dei fattori che viene preso in considerazione quando bisogna scegliere l’ospedale dove partorire. Optare per una struttura situata vicino a casa, vi permetterà sicuramente di affrontare le 40 settimane di gravidanza più serenamente e tranquillamente.

Consiglio: valutate l’idea di un’ospedale vicino a casa soprattutto se avete paura che il vostro compagno al momento della rottura delle acque possa agitarsi e andare in confusione (essere passeggere come in Taxi Driver in pieno momento contrazioni     potrebbe non essere così divertente!)

2. Possibilità a fare l’epidurale

L’anestesia peridurale è una procedura che può essere effettuata in quasi tutti gli ospedali. Eppure, esistono delle strutture che preferiscono indirizzare la partoriente verso altri sistemi più naturali o, comunque, somministrare questi farmaci antidolorifici nel minor numero di casi possibili.

Consiglio: se la vostra idea è quella di richiedere l’epidurale a qualunque costo, vi consiglio di informarvi presso delle strutture ospedaliere più grandi che, generalmente, la somministrano a chi la richiede con maggiore facilità (a patto di aver frequentato il corso dedicato e aver ricevuto il via libera dall’anestesista).

3. Percentuale di episiotomie

L’episiotomia è un’operazione chirurgica in cui l’ostetrica, nel momento espulsivo del bambino, effettua un’incisione nella zona del perineo in modo da agevolare l’uscita del piccolo e velocizzare, di conseguenza, la nascita. Secondo un’indagine dell’Istituto Superiore della Sanità, al Nord ha un’incidenza del 60,4%, al centro del 66,1% e al sud del 79,0%. A differenza di quel che si credeva qualche tempo fa, tuttavia, l’episiotomia non apporta alcun tipo di miglioramento. Anzi, chi è stata sottoposta a tale incisione ha più possibilità di incorrere a complicazioni come infezioni, problemi di cicatrizzazione, dolore e difficoltà a riprendere i rapporti sessuali.

Consiglio: se non avete alcuna intenzione a sottoporvi ad una pratica del genere durante il travaglio, chiedete al personale medico della struttura dove partorire quale sia la percentuale di episiotomie che vengono fatte, in modo da farvi un’idea su quale sia il modus operandi dello staff.

4. Le stanze: degenza privata o pubblica?

La tranquillità e la serenità di cui abbiamo bisogno dopo il parto è fondamentale. E’ vostra, quindi, la scelta se condividere le nostre prime emozioni con altre mamme che si trovano nella nostra stessa situazione (e nella medesima stanza) oppure vivere un turbinio di emozioni da sole con il futuro papà e pochi amici intimi.

Consiglio: nel caso in cui il papà dovesse avere delle problematiche di lavoro che gli rendono difficile venire a trovarvi durante gli orari di visita al pubblico, sarebbe meglio scegliere la degenza privata. In questo modo potrà venire a farvi compagnia anche  in fasce orarie che, altrimenti, vi risulterebbero impossibile vedervi finché non vi dimettono.

5. Rooming in

Il rooming in è una pratica sempre più diffusa ed adottata da parte degli ospedali italiani e si tratta di lasciare il bambino per tutto il tempo nella culla vicino al letto della mamma. Alcuni studi scientifici, infatti, hanno dimostrato come un approccio ravvicinato di questo tipo fin dalle primissime ore di vita del pargolo, favorisce un buon avvio dell’allattamento e un consolidamento del rapporto madre e figlio.

Consiglio: se preferite approfittare di essere in ospedale per iniziare fin da subito a capire come cambiare, pulire, tenere in braccio e allattare il vostro piccolo grazie all’aiuto del personale medico che vi può aiutare, vi conviene informarvi al riguardo.

6. Necessità di interventi particolari

Scegliere l’ospedale dove partorire potrebbe rivelarsi essere un’opzione univoca “imposta” dal vostro ginecologo nel momento in cui voi o il vostro bambino doveste avere delle problematiche o delle esigenze particolari che richiedono uno staff medico dedicato e con delle competenze specifiche. Se, ad esempio, sarete protagoniste di un parto plurigemellare e necessitate di uno specialista nel campo, vi conviene cercare con il ginecologo che vi sta seguendo il compromesso migliore per tutti.

Consiglio: nel caso in cui voi o il vostro piccolo doveste avere bisogno di cure particolari, vi consiglio di parlarne con il vostro ginecologo che vi saprà sicuramente consigliare la soluzione migliore per le vostre esigenze.

7.  Presenza di personale medico che conosciamo

Anche se partorire è un momento di grande gioia, è pur vero che vedere al nostro fianco delle persone che conosciamo può tranquillizzarci molto. Sia nella fase del travaglio, sia nel post partum. E se si tratta addirittura di qualcuno di estrema fiducia che lavora in quella struttura, ancora meglio.

Consiglio: questo va bene sia in un senso, che nel suo esatto opposto. Purtroppo. Ricordatevi che la parola d’ordine è tranquillità per la futura mamma, quindi qualsiasi scelta possa renderla in un qualche modo più serena, ben venga!

8. Servizi particolari

Il parto è un momento che dovrebbe essere vissuto sempre nel massimo della naturalezza. Eppure, ci sono momenti o situazioni che richiedono delle misure di intervento un po’ fuori dalla norma. Se avete timore di rientrare in una di queste eventualità, prendetelo in considerazione nel commento in cui dovete scegliere l’ospedale dove partorire.

Consiglio: alcune strutture ospedaliere (in genere quelle localizzate nelle città più grandi o quelle private), garantiscono ai loro pazienti l’intervento per l’occasione di altri reparti dedicati alle primissime cure del neonato (come Terapia Intensiva Neonatale) oppure della mamma (come Chirurgia Plastica, specie nei parti plurigemellari).

9. Orari di visita

Croce e delizia di ogni futura mamma sono gli orari di visita. Se alcuni amici o parenti riescono a contraddistinguersi per la loro discrezione, altri possono rivelarsi essere molto invadenti e magari, dopo la stanchezza del parto, vi tocca pure sorbirveli per ore e ore (cose che ti chiedi se questi non c’hanno proprio niente da fare durante il giorno).

Consiglio: se avete a che fare con una struttura ospedaliera che è abbastanza rigida negli orari di visita, vi permetterà di vivere la degenza in modo più tranquillo e sereno. Immaginatevi altrimenti un continuo via vai di gente a qualsiasi ora del giorno. Cose che poi per ripigliarvi dalle stanchezze del parto vi serve un mese in un eremo disperso nei boschi.

10. Parto in acqua/musica/assistenza delle ostetriche

Dopo aver valutato tutti i pro e i contro avete deciso di procedere con il parto in acqua? Volete che durante le fasi del travaglio abbiate la possibilità di rilassarvi ascoltando della musica di sottofondo? Cercate un certo tipo di assistenza da parte delle ostetriche prima e dopo il ricovero in ospedale? Non tutti gli ospedali offrono questo tipo di servizi, ma se cercate, sicuramente troverete qualche struttura in grado di proporvi il tipo di esperienza che cercate.

Consiglio: non dovete dimenticare che il parto è vostro e del futuro papà. E del piccolo, ovviamente! Se ritenete che un particolare servizio posso farvi sentire più sicuri, allora cercatelo senza remore. E’ un momento unico quello che andrete a vivere. Spenderci qualche minuto in più per sceglierlo nei dettagli (per quanto possibile, ovviamente!), è del tutto normale. E va benissimo così.

 

Ecco a voi i 10 consigli utili per scegliere l’ospedale dove partorire. E voi quali criteri avete usato per decidere a quale struttura affidarvi? Avete preferito rivolgervi ad una clinica oppure avete optato per il parto in casa? Raccontateci la vostra esperienza nella sezione qui sotto dedicata ai commenti!

3 thoughts on “Come scegliere l’ospedale dove partorire? 10 consigli utili”

  1. Mi permetto di aggiungere un punto visto che ci sono appena passata: informarsi su com’è lo staff della pediatria neonatale. Io non mo ero informata e mi sono trovata che c’era un solo pediatra perché avevano tagliato il personale. Per farmi la lettera di dimissioni ho dovuto aspettare fini alle 20 di sera!

    1. Grazie per il tuo consiglio!
      Ogni esperienza condivisa è utile per chi ci deve ancora passare e non sa dove sbattere la testa!
      I consigli costruttivi sono sempre ben accetti! 😘

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