La mia gravidanza

Il parto è una scelta personale

Il parto è una scelta personale.

Più ci si avvicina alla data presunta del parto, e più sono le persone che ti chiederanno “Come partorirai?”. E, manco a dirlo, qualsiasi sia la risposta, si apre un apre il vaso di Pandora in cui tutti devono dire la loro. Un po’ come quando ci sono i mondiali di calcio e tutti diventano allenatori provetti.

Questa è la consapevolezza a cui sono giunta a metà del nono mese di gravidanza.

E ad essa, si è aggiunta anche la scoperta per cui la gestione del parto per moltissime persone è considerata come un evento pubblico in cui ogni familiare si sente in diritto di dover scegliere come i futuri genitori debbano gestire ogni singolo momento dalla scelta dell’ospedale dove partorire, al tipo di parto, al tipo di degenza, a chi deve essere presente in sala parto, e così via. Mannaggia a me che ero convinta di poter scegliere io come far nascere la pupetta.

Ma procediamo per gradi.

La scelta del tipo di parto: naturale o cesareo?

Sono dell’idea che chi si prende la responsabilità di dare alla luce una nuova vita e che abbia vissuto gli ultimi mesi della propria vita facendola crescere nel proprio grembo in modo sano e naturale, è giusto che possa sentirsi libera di scegliere come metterla al mondo. Sia che debba avvenire tramite parto naturale o parto cesareo.

Diventare mamma è una delle imprese più difficili e più emozionanti di cui io sia mai stata protagonista. E moltissime donne nella mia situazione, in questo momento ma anche prima di me (ovviamente!) sanno che dal momento in cui prende il via questa avventura, le priorità cambiano e ogni scelta viene fatta in funzione del benessere del fagiolino. Perché, quindi, dovrebbe essere qualcun altro a giudicarmi una pessima madre perché, insieme al futuro papà e al ginecologo, abbiamo deciso di intraprendere un percorso di nascita rispetto ad un altro?

L’epidurale: sì o no?

Il parto è una scelta personale anche nel momento in cui si decide di farsi aiutare nel momento più doloroso con l’epidurale. Una volta che la futura mamma è consapevole dei pro e dei contro della partoanalgesia e decide che, per una questione di sua tranquillità personale, vuole tenersi aperta la possibilità di sentire di meno il dolore delle contrazioni, che male c’è?

Una donna incinta che decide di affidarsi (quando sarà il momento e se ci saranno le condizioni possibili) all’anestesia peridurale per alleviare il male non dovrebbe essere considerata una mamma di serie B. E non le dovrebbero nemmeno essere dette frasi del tipo “Nei secoli scorsi l’epidurale non c’era e le donne partorivano lo stesso”, che sono dei veri e propri momenti di aggressione psicologica nei confronti di chi sta per affrontare uno dei momenti più stravolgenti della propria vita.

Al contrario, se una donna decide di terminare la propria gravidanza attraverso il parto naturale senza l’aiuto di anestetici o di tecniche alternative (come, ad esempio, il parto in acqua), va ugualmente bene. L’importante è che lo scelga da sola e senza costrizioni o pressioni da parte di chi le sta intorno.

Qualunque sia il modo in cui una donna decida di partorire deve essere considerata un’eroina. Abbiatene rispetto. Sempre.

Le visite in ospedale dopo il parto

E qui si apre un universo fatto da milioni di sfumature di grigi. Se il parto è una scelta personale nel momento in cui si sceglie come e dove mettere al mondo il proprio pupo in senso letterale, è da considerarsi ancora più soggettiva nelle ore immediatamente successive al primo respiro del piccolino.

Il parto non è un evento pubblico. Un concerto è un evento pubblico. Anche una trasmissione televisiva lo è. E, perché no, pure una serata a tema in discoteca. Il momento in cui una donna è pronta a far conoscere al mondo quella creatura che ha vissuto dentro di sé per nove mesi, no. Se, quindi, la donna preferisce avere al suo fianco solo una persona di sua completa fiducia e non il pulmino con l’intero parentame, va bene così.

L’istante in cui il fagiolino nasce è un momento che ogni coppia dovrebbe vivere insieme, in prima persona. Meglio se da protagonisti. E se i futuri genitori decidono che quei due o tre giorni di degenza in ospedale devono essere i primi attori di un attimo che si vogliono gustare in toto senza distrazioni e senza incursioni di parenti che si fanno vedere solo il giorno di Natale, va bene così.

E se sono proprio la neomamma e il neopapà a voler avvisare il mondo che il piccolo è nato e sta bene e non vogliono che sia qualcun altro ad appendere gli annunci sui social network, va bene così.

Il parto è una scelta personale

Il parto è una scelta personale che deve essere fatta dagli effettivi protagonisti del momento, ossia la futura mamma e il futuro papà. Le stesse persone che hanno vissuto in prima persona le gioie e i dolori delle 40 settimane di gravidanza. Le stesse persone che hanno vissuto insieme l’emozione di vedere per la prima volta l’ombra di un fagiolino piccolissimo ma con un cuore che batte forte come un tamburo. Gli stessi che hanno condiviso notti insonni e momenti esilaranti.

Il parto è la conclusione di un percorso che segna l’inizio di un’altra avventura ancora più intensa: quella di essere genitori di una nuova creatura. Qualunque sia il modo in cui i due decidano di affrontarlo, merita rispetto. Ma anche empatia e supporto. Perché loro, in quei momenti, stanno guardando per la prima volta l’adulto di domani che hanno creato da un atto di profondo amore.

E voi, che adulti lo siete già da un pò, dovreste capire che in quei momenti non siete voi ad essere i protagonisti della scena, ma loro. Loro e quel fagottino. E nient’altro.

Il primo gesto di rispetto e di comprensione nei confronti di quelle che sono le scelte dei neo genitori è il primo passo perché essi possano sentirsi liberi di vivere questa nuova condizione più serenamente e, di conseguenza, affrontare sia i momenti belli che quelli più giù dopo la nascita a cuore aperto con il mondo.

Volete fare un regalo utile e apprezzatissimo alla nuova famiglia che è appena nata? Portate con voi un pizzico di rispetto e di umiltà, mettete da parte la vostra voglia di protagonismo e condividete con loro quella che è la loro visione del mondo.

I futuri mamma e papà vi saranno infinitamente grati.

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