La mia gravidanza

La sindrome del nido in gravidanza

Credo che una delle cose più belle e, al tempo stesso, deleterie per la mia gravidanza sia stato quello di entrare a piè pari a far parte delle donne incinta con la sindrome del nido.

Non appena abbiamo scoperto di essere in dolce attesa, io e il mio compagno abbiamo avuto bisogno di qualche settimana prima di riconnetterci con il mondo. Dopo qualche giorno dal test di gravidanza positivo, infatti, eravamo molto più concentrati a gestire le mie nausee h24 piuttosto che renderci conto di come si sarebbe trasformata la nostra vita.

Ma la sventura ha iniziato ad insinuarsi nelle nostre vite a partire dall’inizio del secondo trimestre, quando il senso di vomito ha iniziato a darmi tregua qualche ora al giorno che abbiamo iniziato a vedere la luce alla fine del tunnel. E’ stato così che siamo passati dal comprare quantità industriali di Citrosodina a redigere un vero e proprio piano di ristrutturazione dedicato alla cameretta del pargolo.

Che cos’è la sindrome del nido?

Quando parliamo di sindrome del nido, ci riferiamo a tutti quei trip mentali a cui sarete colte improvvisamente e che sono volti alla creazione del “nido perfetto” per il vostro bambino.

In genere le prime avvisaglie di questi comportamenti ossessivo-compulsivi arrivano non appena iniziate a vedere la pancia crescere e sentite i primi calcetti. In alcuni casi, però, si manifestano non prima del terzo trimestre. Ad ogni modo, non vi preoccupate: arriva a tutte, a chi prima e a chi dopo. Anche le più introverse e minimaliste ne saranno vittime!

Quali sono i sintomi della sindrome del nido?

Ecco a voi una lista dei sintomi più comuni che potrete notare sia voi in modo del tutto autonomo, che chi vi circonda in particolare modo la vostra dolce metà che sarà costretta a “subire passivamente”, a meno che non ne sia travolto anche lui, ovviamente!

  1. Tinteggiare i muri: la prima cosa a cui si pensa quando arriva un bambino è quella di rendersi conto che pitturare le pareti della sua camerata è un’attività che è passata da “ci pensiamo il mese/anno/millennio prossimo” a “vestiti che andiamo a comprare il colore!”;
  2. Spostare i mobili: eh già, perché quando arriva una piccola creatura è indispensabile creargli lo spazio necessario a farlo dormire o a riporre i suoi giochi e i suoi vestitini. Ed ecco, quindi, che inizierete a farvi venire l’orticaria quando vedete quella vecchia cassettiera, perché ogni volta che la guardate vi immaginate una bellissima culla corredata di copertina e giostrina con colori in coordinato;
  3. Comprare mobili: questa proporzione vale per qualsiasi cosa quando stiamo per diventare mamme: ad ogni mobile spostato ce n’è uno bellissimo da comprare per il nostro bambino. Futuri papà siete avvisati: nelle prossime settimane dovrete prepararvi a gite quotidiane all’Ikea e consultazioni di cataloghi di negozi di arredamento;
  4. Passeggino e accessori: se la scelta del passeggino è una cosa che deve essere quasi obbligata, non lo sono invece i miliardi di accessori che si trovano nei negozi, a partire dal gancio porta borsa(?) al porta bibita per la mamma (?? manco fossimo al cinema), passando dal coprigambe (che non è indispensabile acquistarlo subito, soprattutto se nasce in estate) e all’ombrellino (come se ci mettessimo a fare passeggiate lunghe ore sotto la pioggia);
  5. Shopping online: per tutto il resto esistono i negozi online: vuoi mettere con tutte quelle cosine meravigliose, piccoline e coccolose, che starebbero benissimo nella cameretta del vostro bimbo (anche se ve ne rendete conto subito che il 99% di loro sono assolutamente inutili)?

Quali rischi comporta la sindrome del nido?

La sindrome del nido, una volta acquisita, comporta dei rischi che potrebbero alterare la vostra situazione psico-fisica e quella dei vostri cari come:

  1. Felicità improvvisa e non compresa: solo voi capirete la gioia immensa di aver trovato la tenda del colore che si intona con la nuance delle mensole. Se proverete a condividerlo con qualcuno, vi guarderanno malissimo;
  2. Crisi di pianto assurde: e per motivi ancora più indefiniti, come la tristezza per non essere riuscita ad acquistare proprio quella lampada che era così perfetta prima che il negozio cambiasse collezione;
  3. Probabili liti con il vostro compagno, che, se non è coinvolto anche lui in questa smania di shopping compulsivo, non capirà una coppa di quello che gli state dicendo;
  4. La casa diventa un cantiere aperto, perché ogni angolo potrebbe essere modificato, sistemato o ristrutturato in funzione del nuovo arrivo in famiglia;
  5. Carta di credito ripulita, rassegnatevi, non c’è via di scampo.

Quando si guarisce dalla sindrome del nido?

Non si guarisce. Mai. A meno che non vi ritroviate in una situazione tale da non avere spazio nemmeno per uno spillo dentro a casa. Ma a quel punto, con tutta probabilità, inizierete a spostare le vostre cose in cantina per guadagnare più spazio negli armadi da dedicare al vostro piccolino. Quindi, in realtà, stiamo parlando di un circolo vizioso destinato a non terminare mai.

E a voi quando è arrivata la sindrome del nido? E come l’avete vissuta: in completa autonomia o avete coinvolto anche la vostra dolce metà? Scrivilo nei commenti sotto!

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