La mia gravidanza

Le 6 cose da sapere del parto e che nessuno ti dirà

Le cose da sapere del parto sono tante e, se avrai seguito un corso preparto, l’ostetrica avrà sicuramente speso un buon numero di parole per cercare di prepararti al momento clou raccontandoti quello che a livello fisico e logistico succede dal momento in cui si rompono le acque.

Eppure, ci sono dei piccoli dettagli che accadono da quando varcate la porta dell’ospedale che nessuno ti dirà mai. Ecco a voi, quindi, le 6 cose da sapere del parto e che nessuno ti dirà mai. Perché, siamo sincere con noi stesse: se siamo più consapevoli di ciò che sta per accadere, con tutta probabilità sarà anche più semplice affrontarlo con serenità.

1. Non andrà mai come te lo sei immaginato

Sei andata al corso preparto per avere un’idea su come organizzarti con il tuo compagno nel momento in cui ti si romperanno le acque? Hai già iniziato a studiarti le posizioni che si possono tenere durante la fase espulsiva del neonato? Sei andata al corso per fare un parto in acqua? Hai preparato il programma da consegnare alle ostetriche mentre fai il tracciato?

Ebbene, fai parte di quella buona percentuale di persone che, come me, volevano arrivare al momento x preparatissime e, invece, come accade sempre in questi momenti, niente è andato come lo avevo immaginato. Contrazioni improvvise, rottura del sacco in ritardo, poco tempo per riempire la vasca per il parto in acqua sono solo alcune delle variabili che possono accadere.

Consiglio: se sei maniaca del controllo, mettitela via! Non andrà mai come te lo sei immaginato. Il suggerimento per non andare nel panico è di iniziare a considerare più piani B.

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2. Quello che succede in sala parto, rimane in sala parto

Tra le cose da sapere del parto non dobbiamo dimenticare che quello che accade in sala parto, rimane in sala parto. Nel momento in cui il travaglio è partito, infatti, con tutta probabilità ti troverai protagonista di situazioni che a confronto un film splatter non è nulla.

E, molto, probabilmente, se il tuo compagno ha lo stomaco talmente forte da rimanere lì vicino a te dall’inizio alla fine, vedrà degli aspetti di te che sicuramente avresti preferito tenere nascosti. Anche perché, insomma, nessuna di noi quando ha conosciuto il futuro papà dei suoi figli aveva come aspettativa quella di mostrargli la parte di voi in cui imprecate peggio di uno scaricatore di porto mentre fate uscire un melone da in mezzo alle gambe.

Consiglio: se proprio non volete che la vostra dolce metà vi veda in certe condizioni, avvisatelo! E, magari, chiedetegli di rimanere in una posizione in cui il suo campo visivo non riesca ad includere una certa parte del vostro corpo. O, al limite, fatelo girare dall’altra parte. (Poi vedete al momento, l’improvvisazione è molto utile in certi momenti!)

3. Le tempistiche in sala parto sono relative

Tra le cose da sapere del parto c’è una concezione completamente sfalsata di quello che è il trascorrere del tempo. In parole povere significa che tu sei convinta che sia passata una mezz’oretta e, in realtà, sei lì che tra visite per capire a che punto è la dilatazione e tracciati sono passate ore.

Consiglio: se il vostro uomo vi dice che ha bisogno di uscire dalla sala parto per andare in bagno o fumarsi una sigaretta, accertatevi dell’ora prima di insultarlo pesantemente. Con tutta probabilità vi starà tenendo la mano da un bel pò e avrà bisogno di una pausa prima di assistervi nelle spinte finali.

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4. Non è vero che con l’epidurale non si sente nulla

Ricordo la prima volta che ho annunciato di voler partorire con l’aiuto dell’anestesia peridurale. Manco stessi dicendo di voler sgozzare degli innocenti capretti a mani nude così, giusto per farmi passare il tempo. Sono state diverse le persone che, una volta scoperta questa mia intenzione, hanno cercato di farmi cambiare idea perché noi donne siamo state programmate per partorire e milioni di noi hanno partorito senza anestesia. Perché mai avrei dovuto perdermi questa gioia?

Ecco, diciamo che in questo caso (come in altri, d’altronde) me ne sono fregata. E l’epidurale l’ho chiesta ugualmente. E, credetemi, la differenza si sente. E non di poco. Ma se qualcuno vi dice che con questa procedura non si sente nulla, si sbaglia. Il dolore è più ovattato ma si percepisce ugualmente. Altrimenti come fareste a spingere e, di conseguenza, a partorire?

Consiglio: che decidiate di fare l’epidurale o meno poco cambia. L’importante è che scegliete senza farvi condizionare da nessuno.

5. Urlare fa bene. Imprecare ancora di più

Tra le cose da sapere del parto che io ho trovato molto utile al momento in cui mi sono partite le contrazioni è stata quella di urlare. E la stessa cosa mi viene da consigliarla a voi. Urlare fa bene, molto bene, soprattutto nel momento in cui dovete veicolare il dolore. Se volete fare le superdonne e cercate di trattenere il dolore, infatti, con tutta probabilità dopo mezz’ora sarete già sfinite.

Personalmente avevo paura di urlare perché “non volevo disturbare” qualcuno. Dopo una decina di contrazioni ho cambiato idea. E, in quei momenti, la fantastica ostetrica che ha fatto nascere la mia bimba mi ha detto chiaramente “Stai partorendo, nessuno si aspetta che tu lo faccia ridendo. Se hai male urla, così senti meno il dolore!” E così è stato. Credetemi.

Se poi nel momento clou del parto vi dovesse capitare di imprecare contro il personale medico o di insultare vostro marito perché “Mannaggia a te io sono qui per colpa tua!”, non vi preoccupate: è tutto nella nostra. Non avete idea di quanto sia stato liberatorio minacciare il mio compagno di cose indicibili tra una contrazione e l’altra.

Consiglio: ecco, magari avvisate la vostra dolce metà di questo vostro lato da Dart Vader che uscirà al momento del parto. Anche perché poi, una volta partorito, vi ritroverete subito rimbambite con gli occhi a cuoricino guardando la creatura appena nata.

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6. Fa male

Ci sono passata prima di voi e, credetemi, ho fatto tutte le ricerche possibili e immaginabili su Google ma niente: tempo perso. Nessuna che dicesse che era stata una passeggiata. Fa male. Non perdete nemmeno tempo a cercare di trovare qualche testimonianza in cui dicono che non ci sia stato dolore. Fatevene una ragione.

Consiglio: cambiate strategia. Al posto di ragionare in difesa, fatelo in attacco. Io ho provato a cercare di prepararmi al fatto che sarebbe stato tanto e molto forte. Le aspettative sono state rispettate, ovviamente, ma almeno sapevo a cosa andavo incontro e durante le contrazioni più forti è stato più facile cercare di gestire il dolore. Ho cercato la posizione in cui la fitta facesse meno male e, una volta trovata, non mi sono mossa finché la bimba non è nata.

Poi potete sempre provare con il parto in acqua, le docce calde, la musicoterapia e l’aromaterapia. O l’epidurale. O la danza sotto la pioggia. Ognuno ha il suo modo. Dovete solo capire il vostro qual’è.

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