Il primo mese

Tiralatte: come funziona e perché usarlo

Il tiralatte è uno di quegli arnesi misteriosi di cui non conoscevi l’esistenza fino quando non sei rimasta incinta. Se, quindi, sei al tuo primo figlio e stai cercando di capire cosa sia questa stramberia non ti preoccupare: è tutto nella norma. Anche io ho iniziato a sentir parlare di questo aggeggio solo qualche mese prima di partorire e, finché la piccola non è nata, non sapevo nemmeno di che forma fosse.

Ebbene, voi ancora non lo sapete ma questo potrà rivelarsi essere il vostro migliore amico già dalle prime settimane dalla nascita del vostro bebè. Soprattutto se state allattando al seno. E ancor di più se avete bisogno di prendervi una pausa a causa di ragadi, mastiti o, più semplicemente, avete bisogno di una serata da sole con le amiche senza il pupo appresso.

Alcune “mamme tradizionaliste” mi odieranno sicuramente per quello che vi sto dicendo ma sono dell’idea che l’allattamento al seno sia una scelta personale. Una mamma che non se la sente di sostenere certi ritmi è giusto che cerchi la soluzione alternativa migliore per lei e per il bimbo. Se a voi va bene tirarvi il latte e darlo al pupo con il biberon va bene. E anche se vi rifiutate proprio di allattare va bene.

Allattare al seno ed essere perennemente stanche, nervose, con seni doloranti e con perenne sensazione di frustrazione, non vi rende delle brave mamme, ma delle mamme nevrasteniche. E qui la cosa che conta è vivere l’allattamento con maggiore serenità per sé e il proprio bambino. Anche se questo vuol dire che, una volta provate tutte, si dovesse passare al latte in polvere.

Tiralatte: come funziona?

Iniziamo con una piccola specifica. In commercio esistono due tipi di tiralatte: quello manuale e quello elettrico. Il primo ha un prezzo più contenuto (e alla portata di tutti) mentre il secondo ha un costo più alto (e, in alternativa, potete noleggiarvelo prima in farmacia in modo da vedere se fa al caso vostro). In entrambi i casi lo potete trovare sia in farmacia che nei negozi online.

Il meccanismo sia di uno che dell’altro, tuttavia, funziona allo stesso modo. C’è una sorta di ventosa che viene posizionata sopra ad uno dei due seni e poi una pompetta (azionata in modo manuale o elettrico) che crea il sottovuoto e che permette, di conseguenza, la fuoriuscita del latte. Questo, poi, andrà a fluire direttamente all’interno di un contenitore (un vasetto o un biberon, dipende dal tipo di tiralatte che avete).

In questo modo si va a stimolare il seno come avviene durante la suzione del piccolo e, di conseguenza, la produzione di latte non viene compromessa nelle sue quantità come, invece, può avvenire quando il seno viene spremuto manualmente.

Tiralatte: perché usarlo?

Ok. Avete capito che il tiralatte è uno strumento utile. Ma ora vi starete chiedendo a che cosa vi serve il tiralatte quando voi e il vostro bebè siete immerse nell’allattamento al seno. E soprattutto perché vi starei consigliando l’utilizzo di un attrezzo che non vi serve affatto quando c’è madre natura che ci dà la possibilità di produrre latte nelle quantità sufficienti per nutrire il nostro bambino ogni volta che lui ne ha bisogno?

Ebbene. Le motivazioni che vi possono spingere al suo utilizzo sono tra le più disparate. Le più comuni sono:

  • avete bisogno di prendervi una pausa dall’allattamento al seno;
  • dovete tornare al lavoro ma non volete smettere di allattare;
  • seguite una terapia di farmaci/antibiotici temporanea che non vi permette di allattare;
  • volete smettere di allattare;
  • dovete aumentare la produzione di latte;
  • per eliminare un ingorgo mammario;
  • per vivere con più tranquillità

Tiralatte: come fare per estrarre il latte?

Il procedimento di utilizzo è davvero molto semplice: vi basterà mettervi d’impegno e creare il sottovuoto, quindi procedete con l’estrazione del latte finché non sarà terminato. A quel punto potete continuare in ugual modo anche dall’altra parte. Quando avrete finito con entrambi i seni, avete la vostra quantità di latte già pronta da trasferire in un biberon.

Se non lo utilizzate subito, vi conviene riporre il tutto in frigorifero fino al momento in cui il bebè non avrà fame. Prima di darlo al bimbo, tuttavia, è preferibile scaldarlo a bagnomaria, in modo che il latte materno non perda le proprietà nutritive per cui è rinomato. Ricordatevi, infine, che il tempo di conservazione è di 24 ore: se non lo utilizzate entro questo arco di tempo, mettetelo in congelatore segnalando fuori dal recipiente la data (così si conserverà per 6 mesi).

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